ANCHE I CRIMINALI HANNO I "SANTI" IN VATICANO

Da De Pedis ai gerarchi nazisti e fascisti: i casi di protezione imbarazzanti della Chiesa Cattolica Romana

Sta destando molto scalpore, specie nel mondo cattolico, la notizia che il capo della famigerata banda della Magliana, Enrico De Pedis, sia stato tumulato nella basilica di Sant’Apollinare a Roma, uno dei luoghi più simbolici e sacri per la cris
tianità. Lo ha sottolineato, per esempio, ancora il 4 aprile, l'ex sindaco della Capitale Walter Veltroni in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, sostenendo che la cosa non possa che offendere i cattolici e dovrebbe creare qualche imbarazzo al Vaticano.



IN VATICANO CONVIVENZE PERICOLOSE.
Ma se uno conoscesse un po’ la storia vaticana, si renderebbe conto che ci vorrebbe ben altro per imbarazzare i suoi porporati abitanti. Diciamo che San Pietro vanta una lunga e consolidata tradizione di convivenza (e connivenza) con personaggi non proprio in odore di santità.

AIUTO AI CRIMINALI DI GUERRA NAZISTI.
Oltre a quelli che vi hanno direttamente albergato (non mi pare che Marcinkus, per fare un solo esempio, e per richiamare tempi meno lontani, fosse propriamente un simbolo di rigore morale) si possono ricordare i numerosi protagonisti di quella che è stata forse la stagione più vergognosa di collaborazione tra Vaticano e delinquenza, in quel caso politica (si fa per dire), ovvero l’aiuto fornito dai papi e dai loro accoliti ai molti criminali di guerra nazisti e fascisti. Se ne può ricordare qualcuno particolarmente eclatante

SOSTEGNO AL FASCISTA LETTONE.
A cominciare da Gustav Celmiņš, leader dei fascisti lettoni, che poté entrare indisturbato negli Stati Uniti nel 1950 grazie all’aiuto dell’Intermarium, una rete di salvataggio di criminali fascisti creata originariamente negli Anni 20 da un gruppo di esuli russi anti-bolscevichi come organizzazione segreta con lo scopo di fornire assistenza agli anti-comunisti dell’Europa orientale e sostenuta da Pio XII e dal Vaticano, nonché finanziata dai servizi segreti britannici e americani (da cui lo stesso Celmiņš venne assoldato).

PCA: DAI PROFUGHI AI GERARCHI.
E sempre per iniziativa di Pio XII fu creata nel 1944 la cosiddetta Commissione pontificia assistenza profughi (Pca), le cui figure di maggior spicco erano il cardinale Giovanni Montini, futuro Papa Paolo VI, e il cardinale americano Francis Spellman (che garantì anche ricchi fondi da parte della Chiesa americana). Creata ufficialmente per assistere i profughi cattolici dei Paesi dell’Europa orientale che all’indomani della Seconda Guerra mondiale si ritrovarono a far parte del blocco sovietico, la Pca, in realtà, si adoperò con particolare zelo - e successo - a salvare i criminali fascisti e nazisti.

PROTEZIONE PER IL CROATO PAVELIC.
Per esempio Ante Pavelić, il capo del fascismo croato che, con i suoi ustasha, si era reso protagonista di quello che viene storicamente definito come l’«olocausto dimenticato» (ovvero il genocidio di almeno 800 mila tra serbi, ebrei e zingari). Il leader ustasha è poi morto a 70 anni, nel 1959, in un ospedale tedesco in Spagna, con tanto di benedizione di Giovanni XXIII. Con Pavelić si può ricordare anche Gerhard Bohne, che si era distinto per aver ideato e formalizzato la giustificazione giuridica alla politica di eutanasia nazista e molti altri ancora.

PROTEZIONE E DOCUMENTI PER ESPATRIARE.
Il meccanismo messo a punto dalla Pca era perfetto: la Chiesa cattolica forniva ai criminali alloggio e protezione, poi li scortava a Genova, dove venivano presi in carico da un altro prete e militante ustasha, Karl Petranović. Quindi la Croce Rossa rilasciava i documenti necessari, mentre il consolato generale argentino di Genova consegnava i visti, d’intesa con la commissione argentina per l’emigrazione, sobbarcandosi anche i costi di viaggio. Una volta in Argentina, i criminali venivano presi in carico dalla Caritas croata.

AL FIANCO DEI NAZIONALISTI MACEDONI.
Altro criminale salvato e ospitato dal Vaticano fu Ivan Mihajlov, che con la sua Vmro, organizzazione nazionalistica macedone sostenuta anche economicamente dal fascismo italiano, si era reso protagonista di un incessante numero di attentati terroristici e feroci massacri dei movimenti comunisti e antifascisti. Mihajlov era giunto in Italia nel 1948 sotto falsa identità per stabilirsi a Roma, direttamente protetto da un cardinale croato, dove aveva vissuto indisturbato fino al 1991, anno della sua morte.

ROATTA CONDOTTO NELLA SPAGNA DI FRANCO.
Grazie al Vaticano (e ai carabinieri) poté riparare nella Spagna franchista e scampare così alla legge marziale il generale Mario Roatta, feroce repressore degli antifascisti soprattutto sloveni, e implicato nell’omicidio dei fratelli Rosselli. E l’elenco potrebbe continuare a lungo. A confronto di tutto ciò, mi pare che la salma di De Pedis in Sant’Apollinare appaia forse come il meno imbarazzante tra tutti quelli che popolano gli armadi vaticani.

Sabato, 07 Aprile 2012
http://www.lettera43.it/attualita/anche-i-criminali-hanno-i-santi-in-vaticano_4367546449.htm
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...